venerdì 17 giugno 2016

RECENSIONE | Agnes Grey, Anne Bronte



Buongiorno a tutti! Ho appena finito di leggere Agnes Grey di Anne Bronte, l'unica delle tre sorelle che mi mancava alla collezione, e, essendomi piaciuto abbastanza (al di là delle mie aspettative, diciamolo pure), ho deciso di recensirlo. And here we go!

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Titolo: Agnes Grey
Autore: Anne Bronte
Genere: Classico
Pagine: 157
Trama
Agnes Grey, la protagonista dell’omonimo romanzo del 1847, opera prima e in parte autobiografica di Anne Brontë, fa la governante presso due famiglie della facoltosa borghesia inglese di età vittoriana. La sua famiglia è caduta in disgrazia e prendersi cura dei figli dei ricchi, indisciplinati e viziati, è l’unica scelta rispettabile che la ragazza possa fare per sopravvivere. Con una prosa elegante e scorrevole, la minore delle sorelle Brontë mette a confronto la grettezza della nobiltà dell’epoca, del tutto priva di scrupoli e di valori, e i sani principi morali di una giovane timorata di Dio, che cerca in ogni modo di smascherare il lato oscuro delle persone “perbene”.







Agnes Grey è una giovane fanciullia sempliciotta e non esattamente bella; nasce da una famiglia umile e, per la comunità in cui vive, mal'assortita, composta  da un padre da sempre dedicatosi all'agricoltura, da una madre che, a causa delle sue orgini facoltose, avrebbe potuto ambire a molto, molto di più, e una sorella, Mary, alla quale è molto legata. 

Per quanto la ricchezza fosse attraente, la povertà non ispirava terrore a una ragazza inesperta come me. Anzi, a dire il vero, vi era un che di eccitante nell'idea di esser ridotti in miseria e abbandonati alle nostre risorse.

Ciò che temevo, in questo libro, era di ricadere in qualcosa di atroce - nel senso cattivo della parola - tanto quanto era stato per me Cime Tempestose della ben più famosa sorella Charlotte Bronte - che, no, non mi è piaciuto per niente; fucilatemi pure - e, ancora peggio, di incontrare un personaggio principale, sebbene per sole 157 pagine, tremendamente noioso e banale, così come mi aspettavo che fosse. E invece no.

Agnes, nonostante sia timorata di Dio, sia una ragazzetta per bene e assennata, è, sotto certi aspetti, tremendamente (perdonate il francesismo) cazzuta. Sì, insomma; ha le ovaie, 'sta ragazza. Mi è piaciuto il suo dire sempre ciò che pensa, il suo tentare di essere impeccabile senza mai riuscirci del tutto, cosa che l'ha resa ai miei occhi estremamente umana e vera.

Incontra nel corso della narrazione innumerevoli difficoltà, date dagli urti con le famiglie presso le quali si ritroverà a lavorare, le incomprensioni con i bambini che si ritroverà ad accudire, il suo essere un po' la Cenerentola della situazione, sempre e comunque. E, infine, l'affetto nei confronti del caro signor Weston, che è nato senza che io me l'aspettassi.

Ma non sapevano cosa fosse la vergogna; disprezzavano un'autorità non sostenuta dal terrore; e quanto a gentilezza e affetto, o erano senza cuore o, pur avendolo, vigilavano sulla sua segretezza con tale cura, da rendere vani tutti i miei sforzi per raggiungerlo.

Accompagnato da una prosa elegante, da dialoghi intensi e da ambientazioni impeccabili, questo libro non è passato affatti inosservato, e va letto assolutamente (sempre che vi piaccia il genere, obv).

            
4/5 - adorabile!



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currently reading: avrò cura di te, gramellini&gamberale


       






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