martedì 21 giugno 2016

RECENSIONE | Avrò cura di te, Gramellini/Gamberale



Eccomi qui, di nuovo. Ho rimandato questa recensione per un po', non avendo avuto nemmeno il tempo per campare, ma eccomi qui. Let's go.
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Titolo: Avrò cura di te
Autori: Chiara Gamberale, Massimo Gramellini
Genere: Narrativa - Epistolare
Pagine: 187
Trama: Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo ha un nome: Filèmone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell'interiorità prima che dell'aldilà, sia possibile silenziare la testa e l'istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto               darà un senso.


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Avrò cura di te è stato sullo scaffale della mia libreria per almeno un anno; l'avevo comprato per curiosità, ma non l'avevo mai neppure preso in considerazione in tutto questo tempo. Ci sono passata davanti mille volte, l'ho preso, l'ho spostato, l'ho spolverato, ma niente - complice anche la mia passata (e deludente) esperienza con Gramellini.

Alla fine mi sono decisa, l'ho preso in mano giusto per superare il mio terribile reading slump - che sto colmando a forza di Peaky Blinders e Cillian Murphy, ma di questo ne parleremo in seguito, so stay tuned! - e me lo sono messo davanti.
Da premettere che questo libro non è assolutamente privo di difetti, anzi - vedi la trama banalotta, per esempio -, ma, non so come o perché, mi ha trasmesso qualcosa.


Ma ora sono di nuovo qui. Non posso impedirti di inciampare. Però posso medicare il tuo piede ferito. E prenderti in braccio, fino a quando non sarai in grado di camminare sulle tue gambe. Buona festa dell'amore, solitaria anima mia. Avrò cura di te. 

Mi è sembrata una fetta di torta particolarmente buona, apprezzabile anche da me che non sono affatto amante dei dolci. Mi è sembrato un caldo abbraccio o una tazzona di cioccolata calda in pieno inverno. 
Mi ha riscaldata e mi ha trasmesso una sensazione di pace, fino a lubrificarmi i condotti lacrimali nelle ultime pagine. Mi ha fatto partire la sottolineatura compulsiva e mi ha fatto venire, ad un certo punto, la voglia che non finisse. E non me lo aspettavo.

E ritrovarsi è stato finalmente perdersi. 

Gioconda, altrimenti detta Giò, porta il nome di sua nonna, ma come quest'ultima non sarà mai. Giò è una persona comune, dalla vita comune, priva di avvenimenti speciali o degni di nota. Ed è per questo che mi è piaciuta - un po' come William Stoner, nella cui vita non succede assolutamente nulla di eclatante, ma che per questo nulla si lascia apprezzare nella maniera più totalitaria. 

Mi sento di dire di aver voluto bene, a questa piccola ed indifesa Gioconda, che sbaglia sempre (esattamente come tutti) e che prova a rimediare i suoi errori, spesso fallendo. Si affanna nel recuperare un amore ormai andato in frantumi e passa i suoi giorni avendo come unico stimolo per andare avanti il suo Filèmone, entrato nella sua vita senza bussare. Può solo scrivergli, a questa dolcezza d'angelo, e farsi aiutare a capire, a comprendere. 

Noi Custodi siamo i vostri antennisti di fiducia: aggiustiamo i cavi e le parabole guaste. Le tariamo di continuo, affinché il segnale vi arrivi nitido nonostante i fulmini e gli uragani della vita.

Fra i due si stabilirà un rapporto talmente confidenziale ed intimo, che risulterà impossibile con sorridere davanti ai loro continui botta e risposta. Alla loro normalità e umanità - perché, sì, anche Filèmone ha fatto errori, nonostante sia un angelo.

 
               
4/5 - accogliente.

          

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                                  what i'm reading next: Reykjavìk Café, Sólveig Jónsdóttir



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